Sono 2 i rapporti periodici pubblicati dalla Direzione nel periodo oggetto di analisi:
  • Il “Report sui brevetti 2024”, pubblicato a marzo 2025, evidenzia un incremento pari al 7,4% rispetto al 2023 delle domande di brevetto per invenzione industriale depositate nel 2024 presso l’UIBM, con 10.148 istanze.
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I titoli nazionali concessi sono stati 9027, cui si aggiungono i brevetti concessi dall’UIBM, sia per invenzione che per modello di utilità, a seguito dell’apertura della fase nazionale di esame delle domande internazionali di brevetto. Sono 20.821, invece le convalide di brevetti europei. Importante, infine, il numero di richieste di esame presso l’UIBM delle domande internazionali di brevetto, secondo il Patent Cooperation Treaty, che dimostra il crescente interesse per il mercato italiano da parte di aziende straniere, in particolare provenienti da Cina, Svizzera, Germania e Stati Uniti;
  • Il “Rapporto IPERICO 2025 traccia l’analisi dei dati sui sequestri per contraffazione effettuati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza nell’annualità 2024,
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integrati e pubblicati dalla Direzione nel database IPERICO (esclusi Alimentari, Bevande, Tabacchi e Medicinali). Per l’annualità 2024 risultano: 606 sequestri effettuati in Italia, in aumento del27,8% rispetto all’anno precedente; 36,1 milioni di pezzi sequestrati (-47,4% rispetto al 2023); 257,4 milioni di euro (+37% rispetto al 2023) il valore economico stimato del quantitativo sequestrato.
Nel 2025, inoltre, la Direzione ha collaborato a 2 studi internazionali realizzati dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), insieme agli Uffici Brevetti nazionali europei:
  • Il secondo studio “Nuove frontiere in oncologia” , pubblicato a febbraio, analizza gli ambiti tecnologici in crescita ed evidenzia per l’Italia
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un sesto posto in Europa per famiglie di brevetti legati all’oncologia, con oltre 1.100 famiglie di brevetti registrati nel periodo 2010-2021, pari ad una quota superiore all'1% del totale. Nel dettaglio, tra il 2017 e il 2021, il nostro Paese ha detenuto una quota del 4,6% di tutte le tecnologie oncologiche brevettate in Europa. L’Italia, inoltre, supera la media UE per numero di startup legate alla lotta contro il cancro distinguendosi con un totale di 80 startup legate all'oncologia, superiore alla media dell'UE che si attesta a 48,9 startup per nazione;
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includendo per la prima volta le Organizzazioni e gli Ospedali di Ricerca Pubblica (Public Research Organizations -PROs). L'Italia, pur avendo fornito un contributo assoluto inferiore ai paesi leader (le PROs italiane hanno superato le 000 domande EP nel 2001-2020), mantiene una quota più modesta (2.0%) nel totale delle domande EP. Tra le principali Organizzazioni Pubbliche di Ricerca italiane (2001-2020) spiccano il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con 432 brevetti, seguito dall'Istituto Italiano di Tecnologia (266). L'Italia, inoltre, si distingue per una quota alta di Organizzazioni Private Senza Scopo di Lucro (PNP) pari al 45,6% nel panorama brevettuale PROs: un dato unico in Europa. Gli Ospedali di Ricerca italiani hanno contribuito con 577 depositi di brevetti (2001-2020). L'Italia si colloca al quarto posto in Europa per numero di domande di brevetti provenienti dalle università. I brevetti accademici italiani rappresentano l'8,6% del totale delle domande presentate da richiedenti italiani nel periodo 2000-2020. Le principali università italiane sono il Politecnico di Milano, l'Università degli studi di Milano e "La Sapienza" di Roma. Tra il 2015 e il 2019, startup con sede in Italia hanno depositato domande di brevetto europeo per invenzioni accademiche, il quinto numero più alto in Europa, a riprova della solidità del processo di trasferimento tecnologico.
La DGPI-UIBM ha realizzato il primo seminario tecnico in tema di PI e trasferimento tecnologico
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introduce una valutazione complessiva del Bando POC a più di cinque anni dalla sua introduzione, come misura di policy promossa dal MISE (oggi MIMIT) tramite UIBM, con Invitalia come soggetto gestore. L’obiettivo del Bando era sostenere la valorizzazione di brevetti e tecnologie early-stage provenienti da università, Enti Pubblici di Ricerca (EPR) e IRCCS, colmando il divario tra ricerca e mercato. Lanciato per la prima volta nel 2019 con uno stanziamento iniziale di 5,3 milioni di euro, il bando aveva l’obiettivo di rafforzare il trasferimento tecnologico in Italia, supportare tecnologie ad alto potenziale ancora immature e potenziare il ruolo degli Technology Transfer Office (TTO). La misura di agevolazione e la conseguente introduzione sempre più capillare dei PoC in università, EPR e IRCCS hanno contribuito fortemente a un processo di riconfigurazione delle modalità di fare trasferimento tecnologico nel sistema della ricerca italiano;
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evidenzia come, in un contesto nazionale caratterizzato da investimenti in R&S inferiori alla media UE e difficoltà nel trasformare l’innovazione in valore economico, la misura Brevetti+ mira a colmare tali gap. Il Programma Brevetti+, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, sostiene micro, piccole e medie imprese e startup innovative nella valorizzazione economica dei brevetti per invenzione industriale, attraverso contributi a fondo perduto fino a 140.000 euro per l’acquisto di servizi specialistici La valutazione d’impatto, condotta sulle annualità 2020–2021, ha analizzato oltre 69 milioni di euro di risorse stanziate mediante un approccio integrato qualitativo e quantitativo. Le imprese beneficiarie sono in prevalenza microimprese ad alta propensione innovativa, concentrate soprattutto nel Nord Italia ma con una presenza rilevante nel Mezzogiorno, attive principalmente nel manifatturiero tecnologico, nelle attività scientifiche e nell’ICT. L’elevata domanda è evidenziata dal rapido esaurimento dei fondi. Le indagini mostrano un alto grado di soddisfazione (90%) e impatti positivi su maturità tecnologica, competenze interne, investimenti in R&S e sviluppo di nuovi prodotti. La misura ha spesso accelerato tempi e intensità degli investimenti, risultando abilitante soprattutto per imprese più piccole o con minore esperienza brevettuale. L’analisi conferma effetti significativi su attività brevettuale e asset immateriali, mentre gli impatti economico-finanziari appaiono più graduali. Nel complesso, Brevetti+ si conferma uno strumento strategico per rafforzare competitività e innovazione delle PMI italiane;
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i due studi analizzano gli impatti delle due edizioni del Bando UTT – Uffici di Trasferimento Tecnologico, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite la DGPI‑UIBM, una delle principali misure strutturali di policy per il rafforzamento del trasferimento tecnologico nel sistema della ricerca pubblica italiana. Lanciato per la prima volta nel 2015 e successivamente rifinanziato e ampliato, il Bando ha avuto come obiettivo centrale il potenziamento della capacità organizzativa e operativa degli UTT di università, Enti Pubblici di Ricerca (EPR) e, nel secondo ciclo, anche degli IRCCS, agendo in modo diretto sul capitale umano e sulle competenze. La misura ha introdotto e consolidato, all’interno degli UTT, due profili professionali chiave: il Knowledge Transfer Manager (KTM) e l’Innovation Promoter (IP), figure dedicate rispettivamente allo scouting e alla valutazione dei risultati della ricerca e alla loro valorizzazione industriale e commerciale. I risultati dei primi due bandi UTT (2016‑2017 e 2018‑2020) evidenziano un impatto significativo sull’ecosistema nazionale: sono stati finanziati complessivamente oltre 120 progetti per un importo complessivo pari a 4 milioni di euro e sono state inserite oltre 170 risorse qualificate negli UTT di oltre 50 enti della ricerca, contribuendo all’identificazione e valutazione di migliaia di risultati di ricerca, all’intensificazione dei contatti con le imprese – in particolare PMI – e alla stipula di numerosi accordi di licensing, opzione e collaborazione industriale. In entrambi i cicli, i valori consuntivi hanno sistematicamente superato quelli preventivati, segnalando un’elevata capacità di adattamento e una crescente maturità degli UTT beneficiari. A medio-lungo termine, il Bando UTT ha prodotto un effetto sistemico che va oltre i singoli output quantitativi: ha contribuito alla professionalizzazione del trasferimento tecnologico, alla diffusione di una più solida cultura della proprietà intellettuale, al rafforzamento delle reti tra ricerca e imprese e alla progressiva integrazione del TT nella cosiddetta “quarta missione” delle università e degli enti pubblici di ricerca. In tal senso, il Bando UTT ha anticipato e accompagnato l’evoluzione delle politiche nazionali in materia di innovazione, ponendosi come misura complementare e abilitante rispetto ad altri strumenti MIMIT quali POC e Brevetti+, e rappresentando una delle basi strutturali su cui si è innestato il più recente disegno di riforma e investimento del PNRR;
  • Analisi del livello di conoscenza della Proprietà Industriale presso le PMI” – le due edizioni dell’analisi, una edita nel 2021 e la più recente pubblicata nel 2024
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nascono da un’attività di ricerca in merito alla valutazione dei questionari redatti dagli Uffici di trasferimento tecnologico delle Università, dagli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) e dagli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) relativi alle visite effettuate presso le piccole e medie imprese italiane (PMI). Evidenziare le conoscenze e le capacità delle PMI italiane in merito agli strumenti di protezione della PI, anche al fine di fornire informazioni che possano contribuire ad indirizzare l’azione politica e istituzionale a favore di sempre maggiore comprensione, utilizzo e valorizzazione del patrimonio di conoscenze codificate (e non) di cui il tessuto imprenditoriale italiano è ampiamente depositario, è l’obiettivo delle due ricerche.
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