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Le previsioni normative anticontraffazione che mirano a prevenire e contrastare più efficacemente il mercato dei prodotti falsi - artt. 49-56 della cd. “Legge Made in Italy” (Legge n. 206 del 2023) - nel corso del 2025 hanno registrato, in totale, 5.506 casi concreti di applicazione, in aumento rispetto ai 3.619 casi censiti nell’anno precedente, confermando l’importanza strategica di tale assetto regolatorio a supporto e rafforzamento delle attività di enforcement.

Focus

Legge Made in Italy – Focus Articoli 49-56

Art. 49 - estensione delle competenze dei procuratori della Repubblica distrettuale finalizzata ad esercitare le funzioni del Pubblico Ministero per i casi di contraffazione di Indicazioni Geografiche o Denominazione di Origine di Prodotti agroalimentari.

Art. 50 - previsione di specifici ambiti formativi per gli operatori della giustizia.

Art. 51 - innalzamento delle sanzioni pecuniarie previste per gli acquirenti di prodotti contraffatti.

Art. 52 - ampliamento del reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci anche a chi detiene la merce per la vendita

Art. 53 - previsione della possibilità per l’Autorità Giudiziaria di disporre il prelievo di uno o più campioni e di ordinare la distruzione della merce residua, quando la stessa sia di difficile custodia o quando risulti particolarmente onerosa o pericolosa per la sicurezza, la salute o l’igiene pubblica

Art. 54 - semplificazione della verbalizzazione delle operazioni di inventario dei beni contraffatti sequestrati.

Art. 55 - introduzione della previsione di effettuare azioni sotto copertura per la repressione del delitto di contraffazione di Indicazioni Geografiche o Denominazioni di Origine di Prodotti agroalimentari

Art. 56 - introduzione della revoca o del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno nei casi di condanna dello straniero per i reati in materia di contraffazione;

 

Nel dettaglio, nel 2025 sono stati oltre 5.000 i casi concreti di applicazione registrati dalle autorità competenti in attuazione dell’art. 51 relativo alla comminazione di una più elevata sanzione amministrativa a carico dell’acquirente di prodotti non originali. 235 casi hanno, invece, riguardato l’applicazione delle nuove procedure di distruzione delle merci contraffatte (art.53) e 176 sono state le occorrenze in cui le autorità di enforcement si sono avvalse della possibilità di redazione semplificata del verbale delle operazioni di inventario dei beni contraffatti oggetto di sequestro (art.54). Poco più di 30, infine, i casi in cui si è data attuazione alle previsioni dell’art. 52 di ampliamento del reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci anche a chi detiene la merce per la vendita.

Mettendo a confronto i dati relativi al 2024 con quelli del monitoraggio dell’anno 2025, si rileva un importante incremento nell’applicazione delle principali misure repressive del fenomeno da parte delle autorità competenti. In particolare, si registra un aumento di quasi 2.000 casi totali di applicazione delle norme anticontraffazione nel 2025, rispetto alle 3.616 applicazioni totali dell’anno precedente. Tale risultato è determinato per lo più dall’aumento dei casi di applicazione dell’articolo 51.

 

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